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Musica Classica e opera di Classissima

Richard Strauss

lunedì 25 settembre 2017


Wanderer's Blog

22 giugno

La Stagione 2017/18 del Teatro Regio di Torino

Wanderer Presentata e disponibile on line la futura Stagione lirica del Regio di Torino. Va subito detto che è di grande interesse sia per le proposte, sia per gli interpreti. 16 titoli, 12 opere di cui 3 nuovi allestimenti, un musical, 3 spettacoli di danza. Tra i direttori: Noseda, Harding, Mariotti, Matheuz. Tra i registi: Guth, Carsen, Poda, Daniele Abbado.. Citare i cantanti diventa lungo e laborioso. Rimando al programma con le locandine: http://www.teatroregio.torino.it/stagione/2017-2018 A me rimane un po’ la delusione di veder interrotto (o sospeso?) il progetto Janacek, cui subentra un progetto Richard Strauss, sempre con Carsen regista, ma non comprendo perché riproporre la Salome già vista nel 2008, della cui replica almeno io non sentivo alcuna necessità, perché non il Rosenkavalier? che a Torino in forma scenica non vediamo da più di 30 anni? La Trilogia Mozart-Da Ponte a fine stagione è un valore aggiunto non secondario.

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13 aprile

Ran Jia al debutto alla OSN Rai. Dirige Kristjan Järvi.

Ran Jia alla OSN Rai © Più Luce Ran Jia, giovanissima pianista cinese, definita “poetessa del pianoforte”, ha debuttato alla Stagione OSN Rai eseguendo il Concerto n.4 di Rachmaninov, pagina che lei ama particolarmente. «È un concerto sofferto. Rachmaninov ne completò una prima stesura nel 1926, ritenuta da lui stesso tremendamente lunga. Dopo la prima esecuzione a Philadelphia, nel 1927, la critica salutò la partitura come una gemma dello stile tardoromantico creata però nel XX secolo. Il compositore considerò queste parole un insulto e decise di revisionare il pezzo tagliando ben 114 battute e riscrivendo completamente le prime 12 pagine. Questa seconda versione venne pubblicata nel 1928 ma Rachmaninov, non soddisfatto, rimise mano al lavoro arrivando ad una terza versione nel 1941: quella oggi più diffusa. Praticamente un concerto la cui composizione è durata 15 anni!» (Sistema Musica) Ran Jia esegue il IV di Rachmaninov © Più Luce «Al di là delle mirabolanti soluzioni tecniche uscite dall’ingegno di Rachmaninov, egli stesso pianista, il concerto è essenzialmente una grande sfida tra il pianista e l’orchestra che si combatte, o meglio si “concerta”, attraverso complicatissime soluzioni ritmiche affidate ora al solista, ora all’intera orchestra ora a piccoli gruppi strumentali. Il mio lavoro interpretativo si concentra soprattutto sul suono. Per questo, nonostante il concerto preveda una grande orchestra, e tenuto conto del pianismo di Rachmaninov, ho in mente un suono brillante, corposo, resistente ma mai duro. Amo un suono caldo, che avvolga anche lo spettatore seduto nell’ultima poltrona dell’Auditorium» (ibidem) Applausi finali © Più Luce L’esecuzione ha avuto un buon successo e Ran Jia ha concesso un bis schubertiano, come era prevedibile, poiché di Schubert si sta rivelando grandissima interprete. Sul podio Kristjan Järvi, che con l’OSN ha un rapporto di antica data. Ha concluso la serata con la Symphonia Domestica di Richard Strauss. Confesso che non ho mai amato molto questa monumentale composizione che l’Autore dedica al proprio ménage familiare, con un’orchestra mastodontica per circa 45 minuti. Esecuzione della Symphonia Domestica © Più Luce Sinceramente neanche Kristjan Järvi è riuscito a convertirmi. Mi sorge il dubbio che forse anche lui non sia molto convinto …. Kristjan Järvi dirige la Symphonia Domestica © più Luce




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2 dicembre

Juraj Valčuha e Katharina Kammerloher alla Stagione OSN Rai

Juraj Valčuha ©Più Luce Juraj Valčuha ha diretto il secondo dei due concerti che ha programmato per l’attuale Stagione della OSN Rai proponendo brani del repertorio a lui particolarmente caro: quello della Vienna a cavallo tra Ottocento e Novecento. Un repertorio che negli anni che lo hanno visto direttore principale della OSN ha frequentato con assiduità e in cui ha dato ottime prove. L’occasione è giunta anche dalla prima italiana dei Cinque Lieder op.3 di Anton Webern orchestrati da Michele dall’Ongaro. L’orchestrazione di dall’Ongaro risale a 5 anni fa e fu eseguita a Berlino con Katharina Kammerloher solista nel novembre 2011. La Kammerloher ne è stata sensibile interprete anche a Torino. Katharina Kammerloher nei Cinque Lieder op.3 di Webern © Più Luce Il M° dall’Ongaro, presente in sala, è stato applaudito con gli interpreti. A questa pagina sono stati abbinati i Sette Lieder giovanili per voce e orchestra di Alban Berg, quasi contemporanei nella composizione dei Lieder di Webern. A introdurre la serata Valčuha ha proposto il Kaiser-Walzer di Johan Strauss jr. immagine musicale di quella Vienna asburgica che stava ormai per scomparire e di cui le composizioni di Webern e Berg mostravano già il disfacimento prossimo. Nella seconda parte della serata l’ennesima riproposta di Also sprach Zarathustra op.30 di Richard Strauss. Valčuha ha sempre mostrato una predilezione per Strauss fin dal primo suo concerto alla OSN e forse ha voluto salutare il pubblico col poema sinfonico più popolare, che proprio il 27 novembre ha compiuto 120 anni. La popolarità veramente è, come si sa, dovuta al cinema di Kubrick e limitata ai primi 90 secondi. L’incipit di Also sprach Zarathustra © Più Luce Direttore e Orchestra a lungo applauditi al termine, un po’ un arrivederci a Valčuha con l’augurio di proseguire bene la sua carriera artistica.



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17 maggio

Concerto … a sorpresa al Teatro Regio di Torino con Noseda,Toradze e la Filarmonica TRT

Dovrebbe essere la prima volta in Italia che di un concerto sinfonico non venga comunicato il programma e che i brani siano eseguiti rivelandone autori e titoli alla fine . L’idea è stata di Gianandrea Noseda: «Sarà una specie di gioco di società. E poi, un brano almeno lo dichiareremo: il bis, ovviamente. Insomma, sarà un concerto disegnato per scardinare le certezze del pubblico e le pigre abitudini d’ascolto» . Proporre un’iniziativa del genere predispone, è chiaro, a una fruizione senza preconcetti: non è raro che ci si segga in poltrona, infatti, con una disposizione già assodata nei confronti del brano o dell’autore in locandina, col risultato di farselo piacere o dispiacere in breve, troppo in breve perché l’esecuzione abbia un senso. (Sistema Musica). Mi pare che l’esperimento abbia funzionato benissimo: la sala era stracolma (quasi sold out), il pubblico era in visibilio (e dopo brani che spesso fanno da “sfollagente”) ed è stata una serata davvero originale e godibilissima. Noseda non è stato solo direttore, ma anche ottimo intrattenitore tra un brano e l’altro (titoli e autori sono stati da lui rivelati, un po’ chiedendo al pubblico, al termine di ciascuno, anziché, come previsto, all’uscita, quando comunque lo stesso è stato consegnato l’elenco). C’era un indizio: Alexander Toradze, mirabolante virtuoso del piano specializzato soprattutto in Prokof’ev e Shostakovich… La vera sorpresa, sempre che ancora sia tale, è stata in realtà l’eccelso livello raggiunto dall’Orchestra del Regio, in questa occasione nella formazione Filarmonica TRT, impensabile forse alcuni anni fa. È la prova dell’importanza che ha un direttore principale di altissimo livello come Noseda, ormai celebrato a livello internazionale, e del forte legame che si crea tra direttore e orchestrali [dovrebbe servire da lezione ai vertici di un’altra istituzione musicale con sede in città dove proprio l’aspetto “direttori d’orchestra” è stato da un po’ di tempo troppo trascurato, anche se pare che adesso… (visto che siamo in fase di enigmi: indovinare qual è)]. Più che un concerto una vera festa con meritatissime ovazioni per Gianandrea Noseda. Be’ a questo punto … il programma: Sinfonia per strumenti a fiato di Stravinskij, Secondo concerto per piano e orchestra di Shostakovich, Grande fuga op. 133 di Beethoven nella trascrizione per quartetto e orchestra di Meirion Bowen e i Quattro interludi da Intermezzo di Richard Strauss. Il bis, unico brano annunciato dal programma: l’Adagietto dalla Quinta di Mahler. In più Toradze ha eseguito come bis: il Precipitato dalla Settima Sonata di Prokof’ev. Non sono brani di largo consumo e mi sono domandato: dichiarati prima, secondo consuetudine, avrebbero richiamato altrettanto pubblico e suscitato altrettanto entusiasmo?….. Forse no.

Richard Strauss
(1864 – 1949)

Richard Strauss (11 giugno 1864 - 8 settembre 1949) è stato un compositore e direttore d'orchestra tedesco. Noto soprattutto per i suoi poemi sinfonici e le sue opere liriche, Richard Strauss non era imparentato con gli Strauss viennesi, famosi compositori di valzer.



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